È iniziato il mese di agosto, classicamente il mese dedicato al riposo e alle vacanze.

Per me, quest’anno e come molti altri anni, sarà una vacanza in montagna. In realtà la montagna mi accompagna lungo tutto l’anno, per lo meno nei fine settimana liberi.

Proprio ieri sera sono rientrata da un trekking di tre giorni sulle Dolomiti, tre giorni zaino in spalla per rifugi, con compagni di viaggio che non conoscevo prima della partenza.

Durante questi giorni meravigliosi, ma al contempo impegnativi, mi sono ritrovata a pensare a voi, i miei pazienti.

Ho pensato che il camminare in montagna mi ricorda il percorso di vita che in tanti ci troviamo ad affrontare quando conviviamo con una patologia cronica, come il linfedema o il lipedema. Il percorso non è sempre pianeggiante, ci sono salite, alcune brevi e semplici, altre ripide e complicate; c’è il sole, ma può capitare un acquazzone improvviso, magari una nevicata… e allora dobbiamo essere attrezzati, avere a disposizione l’equipaggiamento giusto (Baden Powell diceva che non esiste il cattivo tempo in montagna, esiste una cattiva attrezzatura).
Ma non solo l’equipaggiamento può fare la differenza… anche la compagnia con cui camminiamo fa la differenza! Se abbiamo vicino persone che ci sostengono quando pensiamo di non riuscire ad affrontare l’ultima curva, o la discesa impervia, quando ci pentiamo di avere iniziato tutto… beh, di sicuro arriveremo alla meta della giornata! Perché le capacità le abbiamo, ma a volte ci sottovalutiamo!

Agosto Ricarica

La montagna insegna anche che a volte il percorso che avevamo deciso di intraprendere non è praticabile, non si può fare in quel momento e allora è necessario cambiare obiettivo, mettere in atto il piano B. Ma questo non significa essere dei perdenti o degli incapaci. Nives Meroi, una famosa alpinista, in una intervista con Erri De Luca dice: “Io sono le montagne che non ho scalato”. A significare che ciascuno di noi è fatto anche delle sue “sconfitte”, che sono dei punti di forza in realtà, perché ci insegnano il valore del tornare sui propri passi e di cercare strade alternative. Anche qui, se abbiamo la compagnia giusta, che ci ascolta e ci fa intravedere ciò che noi in quel momento non vediamo, tutto è più semplice.

La montagna è anche fatica, tanta, ma che soddisfazione il panorama sulla cima!

Quello che vorrei dirvi è questo: non siamo la nostra patologia, non lasciamoci definire da una diagnosi. Il cammino non è semplice facile e lineare (vedi sopra), ma se siamo circondati dai professionisti giusti, che ci sostengono e non ci giudicano e che ci fanno intravedere nuove strade per noi, sapremo affrontare le cadute e le risalite, fino ad arrivare alla nostra vetta personale… che per ognuno è diversa!

Con questa piccola riflessione, vi auguro un sereno tempo di vacanza!

 

Ci rivediamo a settembre, con tante novità!
Sara Mantovani