Ottobre è il mese dedicato alla prevenzione del tumore della mammella.

Sentirete, dunque, molto parlare dell’importanza dello screening e della diagnosi precoce, momenti fondamentali, che hanno permesso di ridurre fortemente i tassi di mortalità di questo tipo di tumore.

Ma io vorrei parlarvi dell’importanza del ruolo del fisioterapista specializzato per il percorso delle persone cui viene diagnosticato un tumore della mammella.

Il fisioterapista è fondamentale dopo un intervento chirurgico per cancro mammario. Sarebbe meraviglioso poter intervenire anche prima della chirurgia, nei pazienti che ce l’hanno in programma, per poter valutare le condizioni di partenza generali e in particolare della spalla, sia a livello articolare che muscolare e per poter dare delle informazioni per la gestione precoce del post intervento. Ma non sempre questo è possibile.

 

È possibile, invece, rivolgersi a un fisioterapista specializzato il prima possibile dopo un intervento chirurgico per tumore della mammella.

Perché, vi starete chiedendo. I motivi sono tanti e proverò a sintetizzarli.

  • Dopo l’intervento, le strutture vicine alla mammella operata possono subire delle limitazioni, legate sia all’intervento stesso (più o meno invasivo) sia alla necessità di limitare alcuni movimenti nei primi giorni dalla chirurgia. Per questo, il fisioterapista può valutarvi e indicarvi quali movimenti e attività potete iniziare a fare e quando, che esercizi possono essere utili per voi, e come comportarvi in caso di complicanze.
  • Avrete anche delle cicatrici, più o meno estese secondo il caso; il fisioterapista può valutarle e trattarle, così come può insegnarvi delle tecniche di automassaggio o automobilizzazione delle cicatrici.
  • Una complicanza che può colpire alcune persone operate è la cosiddetta Axillary Web Syndrome: si formano dei “cordini” sotto l’ascella e lungo il braccio, a volte anche sul lato del torace, più o meno estesi, che possono dare fastidio o dolore e, a volte, limitare il movimento del braccio. Il fisioterapista specializzato sa trattare anche questa problematica, attraverso mobilizzazioni e esercizi specifici.
  • In caso di ricostruzione della mammella con espansore o protesi, può essere necessario un massaggio o mobilizzazione, al momento opportuno, per “ammorbidire” i tessuti intorno a questi corpi estranei. Anche dopo la radioterapia i tessuti possono irrigidirsi. Può anche essere presente un edema della mammella residua o intorno alla protesi/espansore, che si tratta in modo efficace con la fisioterapia.
  • Chi ha subito una asportazione o una radiazione dei linfonodi ascellari, è a rischio di sviluppare un linfedema (potete cercare qui sul sito che cosa è). Rivolgersi precocemente a un fisioterapista esperto, vi permetterà di conoscere i fattori di rischio, cosa potete fare per prevenire l’insorgenza o come intervenire precocemente in caso il linfedema si manifesti. Il fisioterapista vi insegnerà come controllare il vostro braccio e quali sono i segnali a cui prestare attenzione.
  • Spesso le terapie mediche e farmacologiche per il trattamento del tumore della mammella danno sintomi e complicanze che incidono sulla qualità di vita. Un buon trattamento fisioterapico vi darà gli strumenti per gestire anche queste complicanze, in modo da poter svolgere le vostre attività più serenamente.

Insomma, i motivi per rivolgersi a un fisioterapista specializzato nella riabilitazione senologica sono davvero molti!

Se avete dubbi o domande, sono come sempre a vostra disposizione.

Vi lascio la frase di una mia paziente, che mi ha colpita e toccata profondamente:
“Da quando vengo da te per il trattamento, sento che la tetta appartiene di nuovo al mio corpo, non è più qualcosa di estraneo e staccato da me” (P.A.)